Grassotto Bolgeri
Italy Bolzano Trento
And plastic for the Plastic Throne!
Still figuring what to write here
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Chiamato affettuosamente «Vermi», Heckmeck am Bratwurmeck (letteralmente: «Confusione al baracchino dei vermi arrosto») è un gioco divertente, ideale per cominciare una maratona ludica o per agevolare l’inserimento dei non giocatori: la scatola indica un numero di partecipanti compreso tra le due e le sette persone ma è possibile arrivare anche ad otto o nove senza cambiare le modalità di gioco, salvo ovviamente rallentare la partita.
Questa recensione si riferisce all’originale tedesco: la versione italiana, intitolata Il verme è tratto, non differisce in nulla tranne che nella lingua delle istruzioni di gioco.
La scatola contiene: - 16 tessere di plastica; - 8 dadi di legno a sei facce; - le istruzioni (in tedesco ed inglese).
Le sedici tessere
Preparazione Al centro del tavolo vengono disposte in ordine crescente le sedici tessere: ognuna di esse riporta un numero arabo (da 21 a 36) ed una quantità di vermi (da uno a quattro), ripartiti in maniera tale per cui le quattro tessere con la cifra più bassa hanno un solo verme, le quattro successive due e così via. Il numero arabo di ciascuna è il punteggio che è necessario raggiungere o superare con i tiri dei dadi per poter prendere quella tessera.
Svolgimento del gioco Al proprio turno ogni giocatore prende gli otto dadi e li tira fino ad un massimo di sei volte: ogni dado riporta i numeri da uno a cinque, mentre il sei è sostituito dal simbolo di un verme, che ha valore di cinque punti ma è necessario per determinare il successo o l’insuccesso del turno. Ad ogni tiro il giocatore deve bloccare un numero tra quelli usciti, rimuovendo i dadi corrispondenti dai lanci successivi: per il resto del turno non potrà più scegliere lo stesso numero. Quando non è più possibile bloccare almeno un dado - perché i valori usciti sono già stati scelti dal giocatore o perché tutti i dadi sono stati ritirati dal gioco - il turno termina: vengono sommati i punteggi ed il giocatore può prendere la tessera corrispondente (o, in mancanza di questa, una di valore più basso) dal centro del tavolo e disporla davanti a sé, impilandola su quelle eventualmente già acquisite, di modo che quest’ultima copra le altre. Qualora il punteggio corrisponda al numero arabo segnato sull’ultima tessera della pila di un qualsiasi altro partecipante, il giocatore può invece scegliere di prendere quella tessera.
È possibile decidere di fermarsi in qualsiasi momento. Tuttavia, per poter acquisire una qualsiasi tessera è necessario aver bloccato almeno un verme nel proprio turno: in caso contrario, anche se il punteggio garantirebbe una tessera, il giocatore riporta un insuccesso ed è soggetto alle medesime penalità in cui incorre chi non ottiene un punteggio sufficiente ad acquisire una tessera. Quando ciò avviene il giocatore deve rimettere al centro del tavolo il tassello in cima alla sua pila e mettere fuori del gioco la tessera più alta ancora sul tavolo, semplicemente voltandola a faccia in giù: questo espediente è necessario per evitare che la partita duri all’infinito. Qualora la tessera che si restituisce sia anche quella di valore più alto, questa rimane in gioco (viene posta sul tavolo a faccia in su); quando sono terminate tutte le tessere il gioco finisce.
Gli otto dadi
Commento Vermi è un gioco veloce ed intuitivo: le regole sono chiare, semplici da spiegare e facili da comprendere anche per chi non ha dimestichezza con i giochi da tavolo. Anche se tutto viene deciso con i dadi è possibile azzardare qualche strategia basilare, come scegliere di bloccare un valore più basso invece di uno più alto o decidere di fermarsi anzitempo per soffiare una tessera ad un altro giocatore invece di tentare di prenderne una dal centro del tavolo.
Una o due partite a Vermi sono raccomandabili all’inizio di una sessione ludica, soprattutto qualora siano presenti giocatori nuovi od inesperti, perché aiuta a rompere il ghiaccio ed instaura un’atmosfera allegra che aiuta lo svolgimento degli altri giochi più impegnativi.
Giudizio complessivo     
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