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Subject: Prime impressioni su La Venise du Nord (italiano) rss

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Mauro Di Marco
Italy
Firenze
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NOTA: Questo articolo è comparso la prima volta su ILSA (Informazione Ludica a Scatola Aperta), http://www.ilsa-magazine.net/

Sébastien Dujardin prova la "carriera da solista" con questo La Venise du Nord, ambientato a Bruges, dove i giocatori interpretano il ruolo di ricchi cittadini che intendono salire la scala sociale commerciando, contribuendo alla costruzione dei ponti e degli edifici pubblici della città.

I materiali nella scatola sono curati: una plancia modulare composta da 9 esagoni (3 produttori di materie prime, 1 mercato, 2 porti, 2 tessere degli edifici -laboratori ed edifici pubblici- e una per i contratti di lavorazione), 3 mazzi di carte (contratti, laboratori ed edifici pubblici), i materiali per i giocatori (4 plance, 5 dadi, segnalini vari), più gli immancabili cubetti merce: il tutto sarebbe stato in una scatola alta la metà.

Il gioco dura un numero intero di round. Durante il proprio turno, ogni giocatore esegue in ordine le seguenti azioni:
1) Lancia due dei suoi dadi.
2) Sceglie un dado per il movimento della sua pedina, spostandola esattamente del numero di passi indicato sul dado, senza ripassare su esagoni già toccati.
3) Utilizza l'altro dado per attivare la tessera su cui si è spostato. Se non ci sono dadi di altri giocatori, o se il valore utilizzato è più basso di quello del dado presente, sostituisce questo dado con il proprio. In ogni caso attiva la tessera un numero di volte pari al numero del dado utilizzato, ovvero riceve altrettante materie prime (che devono essere immagazzinate negli appositi spazi sulla scheda), o pesca altrettante carte e ne tiene una (anch'esse hanno spazi dedicati sulla plancia), vende merci lavorate in quantità non superiore al valore del dado (ottenendo punti vittoria), oppure esporta un cubo merce lavorata, alterandone il valore di mercato e guadagnando PV pari al valore del dado.
4) Se sulla scheda sono presenti dadi o segnalini di altri giocatori, anch'essi ottengono una attivazione singola della tessera.
5) Se sulla tessera attivata e su una adiacente si trovano due dadi del giocatore, egli può costruire un ponte del suo colore (pagando in materie la differenza fra i due dadi), o sostituire con un proprio ponte quello di un avversario (pagando la somma dei due dadi). I ponti offrono la possibilità di spostarsi gratuitamente da un esagono all'altro durante la fase di movimento.
6) Se il giocatore ha laboratori costruiti, materie prime a disposizione e contratti corrispondenti, può trasformare le materie prime in beni lavorati (vendibili al mercato). Il contratto viene posto vicino al mercato, perché va ad alterare il valore base della merce.

L'ultimo round comincia quando, all'inizio del turno del primo giocatore, un giocatore ha costruito tutti i suoi ponti o è stato fatto un determinato numero di vendite al mercato, oppure non ci sono più carte contratto acquisibili.

Oltre ai punti accumulati con le vendite, i giocatori guadagnano PV pari al quadrato del numero degli edifici pubblici costruiti (che danno dei bonus durante il gioco), e PV pari al quadrato di ogni catena ininterrotta di ponti.

La Venise du Nord è un buon tentativo di creare un gioco guidato dai dadi in cui non esistano tiri sistematicamente migliori degli altri (tiri alti permettono di muoversi più lontano o di attivare in modo efficiente le tessere, ma regalano azioni agli avversari e rendono difficile la costruzione dei ponti). L'interazione è presente sia nella manipolazione del valore di mercato che nella costruzione dei ponti. La modularità della plancia permette una elevata varietà nella topologia del grafo di connessione delle azioni. Impossibile giudicare dalle prime partite l'effettivo bilanciamento delle strategie e delle condizioni di fine gioco.
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