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Mount Everest» Forums » Reviews

Subject: Prime impressioni su Mount Everest (italiano) rss

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Mauro Di Marco
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NOTA: Questo articolo è comparso la prima volta su ILSA (Informazione Ludica a Scatola Aperta), http://www.ilsa-magazine.it/

Dopo una pausa "speleologica" (The Cave, 2012), Adam Kałuża torna a proporre un titolo incentrato sulla scalata di una montagna. Stavolta la vetta da affrontare è l'Everest: non come scalatori, bensì come esperte guide alpine che accompagnano sulla vetta ricchi turisti non particolarmente preparati atleticamente. I materiali nella scatola sono abbondanti e di buona qualità; qualche dubbio sulla loro ergonomia, specie per quanto riguarda l'affollamento sul tabellone in 4 o 5 giocatori.

La struttura del gioco ricalca quella di K2 (di cui potete leggere una breve recensione su ILSA #10): il gioco si sviluppa su 18 turni. Ogni turno prevede: la scelta simultanea di tre carte dalla propria mano, l'attribuzione del gettone rischio a chi ha scelto di fare il maggior numero di azioni movimento, l'esecuzione delle azioni (salire, scendere, accamparsi, acclimatarsi). Il turno si conclude con l'aggiustamento dell'acclimatazione dei turisti in base alla zona di montagna in cui si trovano e alle condizioni atmosferiche (note a priori, con orizzonte variabile fra i 3 e i 5 turni).

Cosa cambia rispetto a K2? Le differenze sostanziali sono 4, direi in media interessanti. Innanzitutto si modifica il metodo di fare punti vittoria, e quindi l'obiettivo finale di gioco. In Mount Everest i giocatori ottengono punti vittoria sia per aver portato sulla vetta i turisti, sia quando li riaccompagnano al campo base (sani e soddisfatti per aver compiuto l'impresa). I punti guadagnati dipendono dal livello di preparazione dei turisti (ovvero dal loro massimo indice di acclimatazione, che può essere 3 o 4). La morte di un turista comporta per contrappasso la perdita di un quantitativo di punti vittoria leggermente superiore al suo valore. Lo scopo del gioco diventa quindi la realizzazione di più percorsi ciclici base-vetta-base. Il fatto di dover assistere più persone contemporaneamente comporta un inasprimento di ogni effetto che riduce l'acclimatazione: una guida che accompagna 3 turisti e che subisce la perdita di un punto acclimatazione ne perde di fatto 3 (uno per ogni membro della comitiva): sarà quindi necessario l'utilizzo di una carta da 3 punti acclimatazione per reintegrare la situazione.

Da un punto di vista delle meccaniche la novità principale sta nel fatto che le carte acclimatazione non fanno inizialmente parte del mazzo, ma possono essere introdotte per sostituzione (tramite l'utilizzo dell'ossigeno - altro oggetto che le guide possono trasportare); questo conferisce un lieve aspetto di deckbuilding al gioco. Infine, c'è una parte del tabellone variabile (il ghiacciaio), che non è nota all'inizio del gioco e che introduce un aspetto di esplorazione con relativa componente aleatoria.

La maggior parte delle modifiche introdotte in Mount Everest rende il gioco più profondo, ponendo il giocatore davanti ad un numero maggiore di scelte interessanti (quanti clienti accompagnare contempora-neamente, come e dove allestire i campi per ottimizzare i percorsi ciclici, quante carte acclimatazione includere nel mazzo e in quale momento). Il prezzo da pagare è una maggiore complessità di gestione dei propri pezzi e in genere un regolamento un poco meno lineare del predecessore.
Bonus aggiuntivo: il tabellone contiene anche le informazioni necessarie per poter essere giocato come espansione del predecessore; gli amanti di K2 non potranno non provarlo almeno una volta.
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