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Subject: Recensione di Adel Verplichtet (italiano) rss

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Mauro Di Marco
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NOTA: Questo articolo è comparso la prima volta su ILSA (Informazione Ludica a Scatola Aperta), http://www.ilsa-magazine.it/



“Adel Verpflichtet” o “Hoity Toity” di Klaus Teuber (Alea, Avalon Hill, F.X. Schmid, 1990 / Jumbo, Überplay, 2004): Klaus Teuber è spesso associato al suo più grande successo, “I Coloni di Catan”, che è diventato un vero e proprio simbolo, e per cui l’autore fa uscire continue variazioni e rielaborazioni. Tuttavia, l’autore è stato assai prolifico anche prima del 1995, ideando giochi innovativi (per l’epoca), vincendo lo Spiel des Jahres in ben tre occasioni (Barbarossa, 1988; Adel Verpflichetet, 1990 e Drunter und Drüber, 1991).

Adel Verpflichtet (l’equivalente tedesco dell’espressione francese “Noblesse Oblige”) svela al mondo intero quale sia il passatempo preferito dei nobili inglesi: collezionare oggetti improbabili (pipe, pitali, maschere, oggetti appartenuti a personaggi dello spettacolo, vecchi giocattoli e antichi manifesti pubblicitari), organizzando esibizione nei loro castelli per determinare chi ha la collezione più vasta e preziosa. Ogni mezzo è lecito per aumentare il numero di oggetti posseduti: dall’acquisto nelle case d’asta alla commissione del furto dei cimeli degli avversari!

Il gioco
Tralasciando il tema demenziale, Adel Verpflichtet è un gioco di collezione e scelta simultanea incentratato sull’arcinota meccanica della morra cinese (sasso-carta-forbice). Una partita dura un numero indeterminato di turni, suddivisi in due fasi; nella prima, i giocatori scelgono contemporaneamente e in segreto uno dei due possibili luoghi dove eseguiranno l’azione di turno: la casa d’aste oppure il castello. Tutti rivelano la propria scelta, poi ogni giocatore decide (sempre segretamente) quale azione compiere. Se un giocatore ha optato per la casa d’aste, egli può partecipare all’asta per acquisire uno dei due beni esposti (e in tal caso il giocatore sceglie uno degli assegni a sua disposizione, che rappresenterà la sua offerta), oppure può prezzolare un ladro per rubare l’assegno del vincitore dell’asta. Chi ha offerto l’assegno di valore maggiore portà scegliere quale dei due oggetti esposti aggiungere alla propria collezione, chi ha giocato il ladro più esperto (ogni giocatore ne ha due, di valori differenti) ruberà l’assegno con cui è stato fatto l’acquisto: se non ci sono offerte non ruberà niente, se non ci sono ladri l’assegno utilizzato per l’acquisto verrà rimosso dal gioco.

La scelta è più ampia per chi ha scelto di andare al castello: in tal caso è possibile organizzare una esposizione, prezzolare un ladro per sottrarre un pezzo da ogni esposizione installata nel castello, assoldare un detective per catturare i ladri presenti. Una volta che i giocatori hanno scelto le loro azioni, queste vengono rivelate simultaneamente ed eseguite nell’ordine:
1) Allestimento esposizioni. I giocatori scelgono quali pezzi della loro collezione esporre: ci sono delle regole di congruità della collezione da rispettare. I primi due giocatori che mettono in mostra più pezzi (e a parità il pezzo più vecchio), avanzano di un determinato numero di passi sul percorso dei punti vittoria.
2) Intervento dei ladri. Ogni ladro (in ordine di esperienza), ruba un pezzo da ciascuna delle esposizioni allestite al castello, che va ad arricchire la collezione del giocatore.
3) Detective. Tutti i ladri presenti, dopo aver consegnato la refurtiva al nobile, vengono arrestati. Questi entrano in prigione in ordine invero di esperienza, e resteranno non disponibili finchè non viene arrestato un numero di ladri tale da rendere sovraffollate le carceri. In tal caso, il ladro che è in prigione da più tempo viene liberato. Se è stato arrestato almeno un ladro, ogni giocatore che ha assoltato il detective guadagna tanti punti vittoria quanto è la sua posizione in classifica.

Alla fine del turno si controlla se almeno un giocatore ha raggiunto i 27 punti; in tal caso viene allestita un’ultima mostra, a cui partecipano tutti, e i cui punti si vanno a sommare a quelli già guadagnati per determinare ilvincitore. Altrimenti si riparte con un nuovo turno.

Le impressioni

Tema improbabile, meccaniche leggere, brevissimi i tempi di attesa. Adel Verpflichtet è chiaramente un gioco da giocatori occasionali, famiglie, o per una serata tranquilla, quando la voglia di divertirsi e di utilizzare l’intuito batte il bisogno di misurarsi contro un gioco spaccacervelli. Pur essendo basato sul “banale” meccanismo della morra cinese, la struttura del turno in un doppio round, che rivela chi sono i partecipanti a ciascuna delle due possibili attività permette di ottenere informazioni aggiuntive e quindi aiutare a fare la scelta giusta… almeno finché non entra in gioco il bluff e il conseguente “io so che tu sai che io so…“. Interessante soprattutto la meccanicha delle tre opzioni al castello, che permette di fare un buon numero di punti rischiando la collezione (da notare che la scelta su quali pezzi esporre viene effettuata solo dopo che tutti i ruoli sono svelati!), di rinunciare ai punti per arricchire la collezione (indebolendo contemporaneamente gli avidi avversari) o di non rischiare niente e sperare di raggranellare qualche punto grazie al furto degli altri (opzione tanto più efficace quanto peggiore è la propria posizione in classifica). Insomma, un bel po’ di parametri da considerare, insieme all’indole dei propri avversari, elemento fondamentale in ogni gioco di bluff che si rispetti. Come tutti i giochi del genere, il gioco migliora col numero di partecipanti, perché si riduce la probabilità che un giocatore si trovi solo in una delle due attività, ottenendo un ottimorisultato con il minimo sforzo.

Non siamo comunque davanti ad un gioco perfetto: Adel Verpflichtet ha quasi 25 anni, e non fa niente per nascondere i segni del tempo. Non solo grafica, colori e materiali rivelano a gran voce la non tenera età del gioco, ma anche la sua lunghezza (un po’ più di un’ora) e la relativa ripetitività (parzialmente mitigata dalla necessaria crescita della propria collezione che implica un minimo di programmazione) lo differenziano dai giochi moderni dello stesso genere (che probabilmente imporrebberoun tetto al numero di turni e una certa asimmetria fra i vari giocatori). Resta comunque uno dei rappresentanti classici del genere, che vi consiglio di provare almeno una volta; se poi vi piace il genere di giochi (scelta simultanea, collezione), vi consiglio di provare anche “Edel, Stein & Reich” di Reinard Staupe (Alea, 2003).

Le edizioni
Sono tre le edizioni principali del gioco: quella del 1990/1991, quella del decennale, realizzata da Alea nel 2000 (ebbene sì, Adel Verpflichtet è in numero 5 nella linea big box dell’editore tedesco, fra The Princes of Florence e The Traders of Genoa!) e quella fatta sotto il nome di Hoity Toity da Jumbo e Überplay nel 2004. Le prime due sono identiche, la terza ha una nuova copertina, la grafica leggermente rinnovata e, soprattutto, la possibilità di far sedere al tavolo un sesto giocatore (l’edizione originale ne accomoda al massimo 5).
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