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The Golden Ages» Forums » Reviews

Subject: Prime impressioni su The Golden Ages (italiano) rss

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Mauro Di Marco
Italy
Firenze
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NOTA: Questo articolo è comparso la prima volta su ILSA (Informazione Ludica a Scatola Aperta), http://www.ilsa-magazine.it/


Senza alcun dubbio uno dei temi caldi, uno dei graal disperatamente inseguiti dagli autori di giochi, è la ricostruzione dell'evoluzione della civiltà umana in un gioco da tavolo breve, la cui durata non superi i 180 minuti. The Golden Ages è un titolo che rientra in questa categoria. Buoni i materiali, resi caratteristici dal lavoro di Alexander Roche (Carson City, Troyes, Bruxelles 1893, Inca Empire), che ha l'impagabile capacità di dividere i giocatori in due gruppi nettamente contraddistinti (detrattori ed estimatori).

Il gioco si svolge su 4 turni, che iniziano con i giocatori che scelgono l'abilità caratteristica della loro civiltà (selezionando il proprio leader, fra quello dell'era appena trascorsa e uno nuovo) e poi incrementano l'area del territorio esplorabile, ampliando la mappa modulare. Segue una fase di azioni in cui i giocatori eseguono a turno una azione fra: esplorare nuovi territori e costruire insediamenti, combattere con gli altri giocatori (per assicurarsi il controllo monopolistico delle risorse prodotte nella regione), costruire nuovi edifici o meraviglie (che forniscono abilità speciali), utilizzare tali abilità, sviluppare tecnologie, dedicarsi all'arte (ottenendo subito punti vittoria). Il numero di azioni eseguibili è limitato, in quanto richiedono l'utilizzo di un segnalino popolazione (ogni giocatore ne ha 3) o denaro oppure il possesso di particolari carte (utilizzabili comunque una volta per era). Il primo giocatore che passa sceglie l'obiettivo intermedio che verrà valutato alla fine dell'era (all'inizio della partita ne vengono rivelati 5), mentre un meccanismo di dissuasione alla Troyes (ogni giocatore che ha già passato e che dovrebbe rigiocare guadagna 2 denari - necessari per costruire meraviglie, condurre le guerre e sviluppare tecnologie) garantisce che i turni non si allunghino troppo. Quando tutti i giocatori hanno passato, si valuta l'obiettivo e si parte con la nuova era. Il gioco si conclude non appena un giocatore passa nella quarta era: tutti gli altri eseguono un'ultima mossa e poi si passa alla valutazione finale, che elargisce punti vittoria per i soldi accumulati, le tecnologie sviluppate, le guerre condotte, un obiettivo segreto fornito all'inizio del gioco, alcune meraviglie.

Quello che sorprende in The Golden Ages è il fatto che contenga tutti gli elementi "necessari" a caratterizzare il gioco di civilizzazione ideale: una mappa, la sua esplorazione, una componente di conflitto "su mappa", un albero tecnologico, leader, edifici e meraviglie. Nonostante questo, anche le prime partite in 4 giocatori si mantengono entro i 90 minuti segnalati sulla scatola. Merito di un processo di astrazione e semplificazione che pervade tutti gli elementi del gioco: una mappa a griglia (in cui gli unici elementi rilevanti sono le risorse prodotte), semplici regole di movimento, tecnologie che influenzano quasi esclusivamente i bonus guadagnati, un combattimento svincolato da ogni valenza numerica o tattica, interessanti ma "trasparenti" combinazioni fra i poteri di edifici, meraviglie e leader.

Il risultato: un classico gioco tedesco che rasenta quasi l'astrazione (con una spruzzata di aleatorietà - i segnalini attribuiti nei conflitti) e con un tema classicamente american: ce n'é per tutti i gusti!
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