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Oh My Goods!» Forums » Reviews

Subject: Prime impressioni su Oh My Goods! (italiano) rss

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Mauro Di Marco
Italy
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NOTA: Questo articolo è comparso la prima volta su ILSA (Informazione Ludica a Scatola Aperta), http://www.ilsa-magazine.it/

In un anno particolarmente produttivo (Isle of Skye, Mombasa, Broom Service, l'espansione per Port Royal), Alexander Pfister riesce anche a bissare la collaborazione con l'Österreichisches Spiele Museum, proponendo un semplice gioco di carte che mescola meccaniche di sfida alla fortuna con piazzamento lavoratori e catene di produzione/trasformazione di beni.

Nella piccola scatola si trovano 110 carte, suddivise in lavoratori, assistenti e carte multifunzione (utilizzabili come edifici, risorse e beni prodotti).

Ciascun giocatore inizia con il proprio lavoratore, una carbonaia con la sua produzione (7 carte a faccia coperta) e una mano di 5 carte. Il gioco si sviluppa in turni, suddivisi in 4 fasi:
- Pesca: ogni giocatore riceve due nuove carte; non ci sono limiti alle carte in mano.
- Alba: vengono rivelate carte dalla cima del mazzo finché non ne sono uscite due con il simbolo sole. Le risorse visibili su tale carte saranno parte di quelle disponibili in fase di produzione. I giocatori decidono in quale edificio di produzione mandare il proprio lavoratore e se eseguire un lavoro meticoloso o affrettato (questo richiede una risorsa in meno di quelle indicate ma produce un bene lavorato invece di due). In questa fase i giocatori scelgono, simultaneamente e segretamente, se costruire un edificio.
- Tramonto: vengono rivelate carte come per l'alba, ottenendo così tutte le risorse disponibili.
- Produzione e costruzione. In ordine di turno, utilizzando le risorse disponibili (senza consumarle) ed eventualmente integrandole scartando carte dalla mano, i giocatori producono beni dove sono presenti i propri lavoratori. Ciascun edificio, quando produce almeno un bene, avvia la "catena di produzione": è possibile produrre altri beni di quel tipo scartando ulteriori carte o utilizzando beni precedentemente prodotti. Beni diversi hanno solitamente valori differenti. Quindi il giocatore costruisce l'edificio selezionato (pagando il costo indicato su esso con i beni che ha a disposizione) e, se ne soddisfa le condizioni, può assumere assistenti che permettono di far lavorare più di un edificio a turno.

Il primo giocatore passa in senso orario e si parte con un nuovo turno. Quando un giocatore costruisce l'ottavo edificio si gioca un ultimo turno, quindi si calcolano i punti vittoria, dati dagli edifici, gli assistenti e il denaro avanzato.

La seconda edizione propone alcune interessanti modifiche per ridurre l'effetto dell'aleatorietà della pesca delle carte e premiare chi si impegna a costruire edifici che realizzino una lunga catena di trasformazione delle merci.

Oh My Goods! è una piccolo gioco di ottimizzazione e gestione del rischio ben riuscito. Si tratta fondamentalmente di un solitario multigiocatore, dato che l'unica interazione è data dalla competizione sugli assistenti e sulla rapidità di gioco (scelta se costruire edifici poco costosi e chiudere presto o provare a imbastire una catena di produzione che può risultare estremamente remunerativa). Niente del gioco è particolarmente nuovo, ma l'amalgama risultante è di buona qualità; la riprova è che in meno di 6 mesi è già stato localizzato in 8 paesi. La componente aleatoria è forte, ma la si tollera volentieri dato che una partita supera raramente i 35 minuti di gioco. Difficilmente superabili i rapporti qualità/prezzo e profondità/prezzo.
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