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Subject: Warhammer: Invasion - Italian review - Recensione in italiano rss

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Riccardo Busetto
Italy
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Scontri di carte

Giochi di carte e mondi fantasy: una miscela che fino a qualche tempo fa avremmo aborrito come inaccettabile, ora è diventata un'ossessione che ci perseguita e che ci sta condizionando non poco la vita (di giocatori, sia ben chiaro).
Letture varie della letteratura fantasy, meccanismi di gioco basati sulle carte ci stanno affascinando da tempo ormai e, nel peregrinare fra case editrici e sistemi di gioco sempre nuovi, non potevamo non imbatterci in un prodotto da pochissimo apparso sul mercato italiano, Warhammer: Invasion (W:I), un gioco distribuito in Italia da Nexus, pubblicato dalla onnipresente Fantasy Flight Games, e ideato da una vecchia conoscenza del mondo dei giocatori di carte: Eric M. Lang, il fortunato ideatore di sistemi vincenti come Call of Cthulhu: The Card Game e A Game of Thrones: The Card Game.


Grafica e ambientazione

Prima di parlare del sistema, un'occhiata agli aspetti estetici. La nuova tendenza grafica inaugurata da FFG con questo gioco di carte ha del geniale: il classico stile alla Magic, the Gathering (che ritroviamo in Cthulhu e AGOT, tanto per capirci) con il loro bordi chiari, lo spazio della descrizione e i piccoli simboli al piede delle carte, lascia il posto a illustrazioni al vivo che legano la rappresentazione grafica del soggetto alla struttura stessa della carta. La qualità estetica è altissima, anche se nell'insieme le carte peccano un po' in chiarezza, soprattutto avvicinandosi per la prima volta al gioco. Naturalmente, appena si prende confidenza con i tre tipi principali di carte (unità, supporti e tattiche) tutto diventa più semplice. Certo è che cercare di intravedere le carte dell'avversario dall'altra parte del tavolo può essere in certi momenti leggermente frustrante; ma questo è un po' lo scotto che si è sempre pagato con giochi di questo genere.
La dotazione (oltre alle 220 carte di base) comprende anche quattro plance di gioco, che illustrano le città coinvolte nella guerra (città delle forze dell'impero, dei nani, degli orchi e delle orde del Caos), un set di segnalini per registrare i danni, i soldi e i simboli degli incendi causati dagli attacchi.
L'ambientazione, come si può ben capire, attinge a piene mani dal mondo di Warhammer, con orchi, guerrieri e stregonerie che hanno fatto la fortuna dell'editrice inglese Games Workshop. Si tratta di un argomento leggero, simpatico, che non riusciamo proprio a capire come non abbia ancora perso mordente fra i giocatori dopo quasi trent'anni di continui successi.


Una struttura replicata

Si diceva di orchi e magie. W:I, da una prima occhiata alle vendite, sembra proprio destinato a scalare le vette del successo editoriale: vuoi per l'argomento - assai meno impegnativo della saga del Trono di Spade o dei racconti raccapriccianti di H. P. Lovecraft - vuoi per sistema di gioco, che replica, ma che semplifica al tempo stesso una struttura già collaudata, vuoi per la geniale strategia di marketing a cui è stato dato il nome di Living Card Games.
W:I si gioca su tre livelli: un campo di battaglia da cui lanciare gli attacchi, un reame dove si raccolgono soldi e una zona di cerca, pensata per raccogliere carte e concludere piccole missioni che danno punti e vantaggi. Gli attacchi possono essere portati in uno dei tre settori della città. Quando due di questi subiscono ognuno 8 o più punti di danno, il giocatore che li riceve è spacciato.
I meccanismi di gioco sono molto simili al classico scambio di colpi di MtG: contromosse, incantesimi, situazioni particolari possono intervenire quasi in qualsiasi momento; se non si hanno soldi non si comprano unità, se non si pescano carte le possibilità di scelta sono inferiori, se non si giocano unità non si fa male a nessuno. Insomma, il classico equilibrio/squilibrio di tutti i giochi di carte in cui l'unico fattore di fortuna è la pesca dal mazzo.
E anche in questo caso, così come per tutti i giochi di questa grande categoria, il vero divertimento (almeno così dicono gli specialisti) è proprio quello di costruirsi invincibili mazzi/eserciti di carte, prevedibili sulle uscite, flessibili nelle risposte e letali negli attacchi.

Livelli diversi di gioco

Anche in W:I l'interazione fra i giocatori è altissima e le razze in gioco si prestano a strategie raffinate e per nulla banali: umani e nani al controllo, orchi che picchiano duro (e che chiudono le partite in tempi brevissimi), orde del caos che corrompono e limitano il potere degli avversari. La dotazione di base prevede anche una minima quantità di carte degli elfi e degli elfi neri, razze che compariranno quanto prima con una prossima espansione del gioco e che fanno già capire quante disgrazie porteranno a chi se li troverà di fronte.
Ma che dire del gioco in quanto tale, della scatola in vendita e non tanto delle preparazioni da professionisti che presto vedremo scontrarsi in tornei nazionali e internazionali?
W:I è un gioco divertente e scorre bene, anche se si basa su un solo set di carte; ricordiamoci però che se si vuol giocare in modo un po' più serio l'obbligo dell'acquisto di almeno due set è imposto, così come sarà quasi necessario investire costantemente nelle espansioni che - di mese in mese - compariranno dal cappello magico di Lang e soci.
Il buono è che, proprio per la filosofia che sta alla base dei Living Card Games della FFG, non ci sarà mai qualcuno con carte uniche pronto a batterti con il semplice segreto della sfrenata spesa economica.


Meriti e demeriti

Il gioco è dunque coinvolgente e simpatico. Non è complesso come meccanismo, anche se - come tutti i giochi di questo livello - pilotarlo a dovere richiede grande esperienza e indubbie capacità. Per chi si voglia avvicinare per la prima volta a un gioco di carte "serio", W:I è uno dei prodotti più consigliabili presenti sul mercato. Si badi solo alla frenesia del gioco, perché le spese in carte aggiuntive non sono, alla fine, cosa da poco.
Una nota, come sempre, negativa alla versione italiana. Per l'ennesima volta ci stiamo pentendo di non aver comprato il gioco in edizione originale. A parte le imprecisioni linguistiche nelle traduzioni di alcune carte, almeno un paio di volte ci siamo imbattuti in errori grossolani che alterano radicalmente le funzionalità di alcune carte. Per fortuna esistono forum, blog e seri siti di appassionati che permettono al profano di ovviare in tempo a questo fastidioso problema, ma questo è comunque un limite che sembra non essere risolvibile.
Quando le case editrici italiane si avvarranno di traduttori professionisti che siano anche giocatori di esperienza non sarà mai troppo tardi. Sappiamo bene che quel giorno non verrà mai, ma nessuno ci vieterà di nascondere il nostro disappunto per un malvezzo che basterebbe poco a far definitivamente scomparire.
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Stefano Tonini
Italy
Milano
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Ho fatto bene a prenderlo in inglese, allora.

Shard
 
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Gian Maria Marconi
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Sapete per caso dove posso trovare i testi delle carte in inglese ? Purtroppo ho avuto più di un dubbio giocando con quelle in italiano.
Grazia in anticipo.
 
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Riccardo Busetto
Italy
Seveso
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Prova a scaricare il programma di gestione informatica del gioco (www.Octgn.net). Se inserisci i plug-in relativi a W:I puoi creare i mazzi (quindi puoi visualizzare le carte originali con relativo testo)
 
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Fabio Calzolari
Italy
S.Lazzaro di Savena
Bologna
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Qualche link ai forum menzionati nella recensione, riguardo agli errori nelle traduzioni?
Faq in italiano?

Grazie
 
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Riccardo Busetto
Italy
Seveso
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Direi essenzialmente http://warhammerlcg.forumfree.it/ E' il migliore forum in italiano sull'argomento (cerca Naphandus se ti serve qualcosa di particolare - che non sono io, naturalmente, ma l'amministratore del sito)
 
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