Riccardo Busetto
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Spettacoli elettorali

Tema, autori, casa editrice, titolo: tutti elementi che ci hanno attratti irresistibilmente verso uno dei giochi più interessanti degli ultimi anni: 1960: The Making of a President (TMOP) prodotto nel 2007 dall'americana Z-Man games.
1960 è un gioco che come pochi abbiamo gustato fin dall'acquisto, vuoi per l'argomento trattato, vuoi per la sensazione fisica ed estetica dei materiali usati, vuoi per il periodo storico interessato, vuoi ancora per l'eleganza del sistema di gioco. Una sensazione di piacere che si è rafforzata ancor di più dopo un po' di partite, dopo che siamo entrati nel vivo di un sistema di gioco fluido e, tutto sommato, non complicatissimo.

Argomento, grafica e materiali

Le elezioni d'oltreoceano sono un fenomeno complesso, che sfugge normalmente a un pubblico come il nostro, abituato a sistemi elettorali complicati, fumosi, spesso lontani dalla realtà e - forse proprio per questo - mortalmente noiosi.
Le elezioni statunitensi sono invece molto più stimolanti dato che queste sono indissolubilmente legate a elementi di cronaca, a eventi politici interni e internazionali, a manovre economiche e a fatti di costume che rendono ogni elezione un evento mediatico di forte attrattiva popolare.
Tentare di ricreare l'atmosfera delle elezioni del 1960 (Kennedy contro Nixon), i suoi meccanismi interni, le sensazioni suscitate presso il pubblico americano e internazionale è stata la sfida raccolta da Christian Leonhard e Jason Matthews, una coppia di progettisti che si sta facendo notare negli ultimi tempi proprio per giochi di questo tipo, rafforzando le basi di una categoria di boardgames politici non sconosciuta al mondo dei giocatori, ma mai frequentata come forse meriterebbe (per rimanere sull'argomento - al di là della presenza di Jason Matthews come co-autore di Twilight Struggle - sempre dalla coppia Leonhard-Matthews è apparso di recente Campaign Manager 2008, che ha come soggetto il recente duello elettorale Obama-McCain, mentre proprio in queste settimane sta per essere presentato un gioco politico sull'alba degli Stati Uniti, Founding Fathers, in pubblicazione presso la casa editrice Jolly Roger Games).


Giochi elettorali

Il tema delle elezioni americane nei giochi da tavolo non è una novità. 1960: TMOP è il penultimo di una lunga serie di giochi sull'argomento, inaugurati da un remotissimo (e introvabile) Way to the White House del 1927; si tratta di almeno una quindicina di giochi, che senz'altro hanno permesso alla coppia citata di trovare spunti e riflessioni. Naturalmente con una differenza sostanziale: 1960 TMOP è un gioco basato su carte (quello che viene indicato fra gli esperti come "card driven game"), realizzato con cura e seria ricostruzione dei fatti storici illustrati.
Il gioco è provvisto di una splendida mappa degli Stati Uniti, che presto si colora dei cubetti di legno dei due schieramenti politici (rosso e blu, rispettivamente repubblicani e democratici) ed è organizzato su un sistema di turni che simula lo svolgersi delle otto settimane elettorali con una pausa per il momento dei "dibattiti" e con il momento della conta dei voti: la giornata elettorale propriamente detta.
Durante le settimane citate, giorno dopo giorno, i candidati possono giocare eventi favorevoli ad essi o infausti per l'avversario, possono usare punti d'influenza per aumentare il consenso negli stati (il numero degli elettori presenti è stato naturalmente allineato con i valori del 1960), possono viaggiare attraverso i confini interni dell'unione, possono contrastare eventi avversari, utilizzare l'apparato mediatico per far propendere gli elettori verso la propria parte e proporre questioni di rilevanza nazionale (programmi relativi all'economia, alla giustizia o alla difesa).
Il sesto giorno (turno 6) hanno luogo i dibattiti, momento in cui i candidati cercano di accaparrarsi il consenso mediante la prevalenza sulle tre problematiche citate. I dibattiti fanno guadagnare naturalmente punti di consenso (cubetti colorati).
Il nono turno rappresenta infine il giorno della resa dei conti: è questo il momento della verità, il giorno delle elezioni, che permette di decretare quale sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti.
Nel corso del gioco esiste poi un interesante sistema di punti speciali, definiti momentum, che possono essere giocati stravolgendo le pianificazioni avversarie e inibendo strategie e manovre del candidato avversario.


Fluidità e insegnamenti storici

Il gioco, per la sua semplicità strutturale, se condotto da due giocatori esperti può concludersi in un'ora e mezza, tempo questo che aumenta in genere per la lettura delle carte e - soprattutto per noi non americani - per i limiti imposti di una inevitabile lontananza culturale con quelli che sono fatti lontani di un paese amico, ma pur sempre straniero.
Che dire dunque di questo gioco che è entrato a buona ragione fra i primi nostri dieci giochi di sempre?
Le nostre valutazioni sui giochi provati sono in genere condizionate dagli entusiasmi del momento, ma anche e soprattutto da una personale formazione di giocatori.
1960 TMOP è un gioco di aspri confronti, di tensioni quasi wargamistiche, nel senso che la campagna elettorale viene vissuta dai candidati/giocatori quasi come uno scontro fisico, come una vera e propria pianificazione di conquista territoriale. Siamo degli wargamisti di formazione e forse è questo il motivo vero per cui 1960 TMOP ci è tanto piaciuto. Esiste poi un altro motivo, non meno importante: quello del gioco come veicolo di informazioni e didattica storica.
L'idea di poter ricreare la storia in modo tanto preciso e realistico, l'idea di manipolare fatti accaduti operando su un materiale reale come quello usato dai due candidati alla Casa Bianca è qualcosa di unico, difficilmente riscontrabile in giochi da tavolo anche di alto livello.
Il gioco della coppia Leonhard-Matthews ha il grande pregio di saper svagare permettendo di acquisire nel contempo informazioni che fanno parte di un passato che molti di noi hanno condiviso.
Dire che 1960 TMOP sia superlativo è forse esagerato, ma con grande difficoltà riusciremmo a definirlo in modo diverso.
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anche se non sono interessato alla tematica del gioco, ho letto con interesse e apprezzato la tua recensione. Thumbs up!
 
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Riccardo Busetto
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Grazie,
è sempre una soddisfazione sapere che qualcuno ti legge..
 
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