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Kingdom Builder» Forums » Reviews

Subject: Prime impressioni su Kingdom Builder (italiano) rss

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Mauro Di Marco
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NOTA: Questo articolo è comparso la prima volta su ILSA (Informazione Ludica a Scatola Aperta), http://www.ilsa-magazine.net/

Dopo tre anni di silenziosa inattività (se così si può descrivere lo sviluppo di sei espansioni per Dominion) Donald X. Vaccarino torna alla carica, con ben due giochi nuovi presentati allo Spiel 2011. Kingdom Builder è probabilmente il più atteso dei due, sia perché edito dal colosso Queen Games, sia perché dei due è più "Gioco da Tavolo".

Il pubblico scelto è quello dei giochi introduttivi, come già indicano l'età consigliata e la durata del gioco. I materiali sono abbondanti e funzionali, buoni ma non eccellenti: otto tabelle componibili (la cui grafica, anche se non bellissima, risulta estremamente pulita e leggibile, cosa importante per il gioco), 160 insediamenti di legno (le casette di Powergrid), una manciata di segnalini di cartone, due mazzi di carte, uno indipendente dalla lingua (le carte territorio), l'altro (10 carte "Kingdom Builder") ripetuto in cinque lingue (fra cui purtroppo non è incluso l'italiano).

Nella sua essenza si tratta di un gioco di connessione, con obiettivi variabili. Si gioca su una plancia composta da quattro tabelle, ognuna delle quali è caratterizzata dalla presenza di un edificio speciale (che conferisce una particolare abilità, che può essere utilizzata una volta al turno), uno o più castelli e sette tipi di terreno, solo cinque dei quali sono edificabili. Inoltre, all'inizio del gioco vengono sorteggiate tre delle dieci carte "Kingdom Builder" che definiscono le modalità per la valutazione dei punti vittoria a fine gioco.

Una partita dura un numero intero di turni, finché un giocatore non esaurisce la sua scorta di insediamenti. Il turno consiste in una azione obbligatoria (mostrare la propria carta territorio e posizionare tre insediamenti su quel tipo di terreno - rispettando il vincolo di contiguità ai propri insediamenti già piazzati, se possibile), più un certo numero di azioni facoltative, ognuna delle quali viene ottenuta dai primi due giocatori che raggiungono con un proprio insediamento uno degli esagoni che riportano un edificio speciale. L'ordine in cui eseguire le azioni del proprio turno è facoltà del giocatore. Conclude il turno la pesca della carta territorio che verrà utilizzata nel prossimo turno.

I punti vittoria vengono calcolati tutti alla fine della partita: tre punti vittoria per ogni castello confinante con almeno uno dei propri insediamenti, più i punti vittoria in base ai criteri delle carte Kingdom Builder, che variano dalle maggioranze in ciascuna delle tabelle, alla prossimità ad alcuni tipi di territorio, alla disposizione secondo vincoli geometrici dei propri insediamenti.

Kingdom Builder è un gioco semplice, di tipo introduttivo, in cui non si deve cercare grande profondità strategica: l'antagonista di riferimento è Ticket to Ride. La componente aleatoria non è trascurabile, ma dopo le prime partite si impara a gestirla in maniera opportuna.
Vaccarino si conferma abile realizzatore di giochi semplici ad elevata rigiocabilità (qui garantita dalla modularità della plancia e dalle possibili combinazioni delle carte Kingdom Builder) e, purtroppo per le nostre tasche, ad elevata espandibilità... e infatti la Queen Games, regina delle espansioni per i propri giochi di successo, ha già fatto uscire la prima espansione, Nomads.
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