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Vintage» Forums » Reviews

Subject: Prime impressioni su Vintage (italiano) rss

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Mauro Di Marco
Italy
Firenze
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NOTA: Questo articolo è comparso la prima volta su ILSA (Informazione Ludica a Scatola Aperta), http://www.ilsa-magazine.net/

Dopo Grand Cru e Vinhos, presentati allo Spiel 2010, quest'anno è Vintage a darci la possibilità di produrre vino (il Porto), in maniera più semplice, didattica e forse fedele al tema.

I materiali sono quelli standard di un gioco "german": grande tabellone, schede dei giocatori, segnalini il legno e cartone, piccoli mazzi di carte, tutto di buona qualità. Accompagnano il gioco sei manuali in altrettante lingue, compreso l'Italiano. Il gioco può essere giocato in due modalità: una normale e l'altra semplificata (più breve e aletoria); entrambe sono facilmente assimilabili.

Il gioco vede come struttura portante del turno la meccanica di piazzamento lavoratori (alla Agricola), con due piccole varianti: il costo incrementale nella ripetizione delle azioni (cioé la necessità di utilizzare più lavoratori per eseguire azioni già scelte nel turno) e l'accorpamento di azioni simili sotto un'unica casella di posizionamento. Completa il gioco una semplice catena di produzione e di logistica.

Le azioni disponibili sono:
- diventare primo di turno,
- pescare o giocare una carta. Ne vengono scoperte 4 ogni turno, e sono di solito molto più potenti delle azioni disponibili col piazzamento - anche se si deve tenere conto che servono due lavoratori e due turni per giocarle,
- acquistare una tenuta (pagandone il costo in punti vittoria) in una delle tre zone, diverse per quantità di produzione, qualità e distanza dalle cantine. Una nuova tenuta fornisce un lavoratore addizionale per i turni successivi,
- piantare un vitigno. Ogni tenuta per poter produrre deve avere almeno tre vitigni diversi; per aumentare la qualità deve averne cinque,
- piantare un vitigno antico (che aumenta ulteriormente la qualità): come sopra, ma l'azione è disponibile una sola volta per turno e può essere utilizzata in una sola delle regioni,
- vendemmiare le proprie piantagioni: è possibile ottenere brandy (ingrediente fondamentale per la produzione del Porto), oppure vino (spendendo brandy prodotto nei turni precedenti). Ogni tenuta produce un numero fissato di barili, la cui qualità dipende dalla zona di produzione, il numero di vitigni e un modificatore stagione rivelato all'inizio del turno. I barili sono immagazzinati nelle tenute,
- spostare la nave: è possibile far fare un passo alla nave per ogni lavoratore speso. La nave può trasportare fino a tre vendemmie. Arrivato alla cantina, il carico viene immagazzinato in uno dei 4 possibili depositi,
- invecchiare e vendere: un lancio di dado a varianza ridotta viene sommato al valore dei barili nei depositi, determinando la qualità finale del vino e il magazzino in cui questo viene posto. Quando un magazzino è pieno si svuota e il giocatore riceve punti vittoria.

Alla fine del gioco, punti bonus vengono assegnati per le tenute produttive e per i barili rimasti in gioco.

Lo svolgimento di una partita di Vintage è lineare, processionale e molta dell'azione sembra gravitare attorno alle carte (ma il limite a due lascia poco spazio alla pianificazione). Una volta abituatisi al ritmo del gioco, e al corretto approvvigionamento di brandy, la partita non offre grandi opzioni di manovre strategiche. Inoltre, la limitata varianza dei punteggi finali sembra rendere il lancio del dado determinante. Data anche la buona amalgama fra tema e meccaniche, Vintage risulta consigliabile ai giocatori occasionali piuttosto che a quelli assidui.
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